Chi ha subito un incidente stradale con danni personali di carattere fisico deve sapere che nessun risarcimento “a priori” deve essere considerato impossibile.

La nostra legge è straordinariamente protettiva degli interessi della vittima dell’incidente stradale, che perderà il diritto ad essere risarcita solo se si dimostrerà che l’incidente si è prodotto per sua esclusiva responsabilità, senza che si possa attribuire al conducente del veicolo che è intervenuto nel fatto che gli ha causato il danno un concorso di colpa.

FATTI REALI 1: Quando la vittima dell’incidente stradale è un pedone

In primo luogo, citerò un caso seguito dal nostro Studio. Si è verificato sull’autostrada tra Barcellona e Sabadell. Era notte e la vittima scavalcò tutte le barriere e le misure di sicurezza, finendo all’improvviso in autostrada davanti a un veicolo, che la investiva e ne causava la morte sul colpo. Tutto sembrava indicare che si trattava di un suicidio. Molte persone avrebbero ritenuto che un’impugnazione non avrebbe avuto nessuna possibilità di successo. Invece gli eredi decisero di affidarci il caso e, dopo avere concluso un accordo transazionale con l’assicurazione del veicolo, abbiamo ottenuto un risarcimento considerevole. Non si è trattato ovviamente dello stesso importo che si sarebbe ottenuto se la colpevolezza del conducente fosse stata chiara, ma se l’assicurazione ha pagato è stato perché nel processo non aveva la totale sicurezza di poter dimostrare la colpa esclusiva della vittima, poiché probabilmente una qualche responsabilità poteva essere attribuita (anche) al conducente.

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Il fatto riferito può dimostrare che, quando la vittima è un pedone, le possibilità di ottenere un risarcimento sono molto alte, indipendentemente dal modo nel quale si è verificato l’incidente stradale, poiché normalmente i conducenti di veicoli rispondono dei danni causati, per via della responsabilità oggettiva che hanno per il fatto di circolare con macchine capaci di mettere a rischio la vita dei passanti.

 

FATTI REALI 2: Quando la vittima dell’incidente stradale è il conducente di un veicolo

Ma che cosa succede quando la vittima è il conducente di un veicolo che ha avuto un incidente  stradale con un altro veicolo?

Alcuni possono pensare che, essendo le due parti implicate i conducenti di veicoli che pongono in essere il rischio proprio della guida, la possibilità di successo siano minime, se non si dimostra in modo chiaro che l’incidente si è verificato per colpa dell’altro conducente. Invece non è così, come si evince dal seguente caso reale che illustro.

Il fatto si verificò nel 2014. Due motociclette si videro coinvolte in un incidente stradale nella zona dell’Eixample della città di Barcellona. Una motocicletta (A) circolava lungo una strada, quando, all’incrocio regolato da semafori con un’altra strada che la attraversava perpendicolarmente, apparve un’altra motocicletta (B). Il primo conducente (A) frenò per evitare la collisione, cadde a terra senza toccare l’altra motocicletta e scivolò fino ad andare a sbrattare contro il marciapiede, perdendo i sensi e subendo gravi lesioni. L’altro conducente (B) non subì nessuna lesione, poiché non fu urtato e non arrivò nemmeno a cadere.

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Intervennero i Vigili Urbani, che stesero il relativo verbale. Il conducente B dichiarò logicamente che era passato con il semaforo verde. Il conducente A non poté effettuare nessuna dichiarazione dato che aveva perduto i sensi e in seguito non avrebbe ricordato nulla. La polizia mise a verbale che, con la sola dichiarazione del conducente B, non si poteva determinare chi fosse passato con il semaforo rosso. Inizialmente non c’erano testimoni e non c’erano altri elementi per poter incolpare l’uno o l’altro conducente. Non fece dichiarazioni la passeggera del veicolo del conducente B, benché più tardi sia comparsa come testimone durante il processo, confermando la versione del conducente.

Il primo consiglio che ricevette il conducente A fu che, se non trovava testimoni, non c’era nulla da fare. Gli suggerirono addirittura che i suoi familiari cominciassero a mettere manifesti nella zona, chiedendo la collaborazione di testimoni che avessero assistito all’incidente.
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Fortunatamente il conducente si consigliò con gli avvocati esperti in incidenti stradali di Studio Legale Colls. Il nostro approccio fu molto semplice: invocare la dottrina giurisprudenziale delle condanne INCROCIATE O RECIPROCHE, definitivamente consolidata nel nostro paese a seguito della Sentenza della Corte Suprema del 10 settembre 2012, che attualmente è applicata in modo generalizzato e uniforme da tutti i Tribunali e le Preture. In sintesi, questa dottrina dichiara che, quando si verifica un incidente stradale e non è possibile attribuire in modo chiaro la colpa esclusiva a uno dei conducenti implicati, ogni conducente (nella pratica, la sua assicurazione) risponde del danno causato al conducente e agli occupanti dell’altro veicolo.

Nel nostro caso, l’assicurazione del conducente B ha risposto delle lesioni causate al conducente A, perché nel processo non è riuscita a dimostrare che l’incidente si era verificato per colpa del conducente A e, ovviamente, ancor meno per esclusiva responsabilità di questo. Così lo ha stabilito la Sentenza emessa il 14 novembre 2016 dalla Corte di 1ª Istanza numero 27 di Barcellona, sentenza che è passata in giudicato senza che il conducente B e la sua assicurazione abbiano fatto ricorso.

Questo caso è illustrativo del fatto che non esiste un reclamo impossibile in materia d’incidente stradale e che deve sempre essere cercata una consulenza adeguata. Si era trattato di un incidente tra due veicoli nel quale non si era avuta collisione. I genitori del conducente A sarebbero ancora lì ad affiggere manifesti in attesa della comparsa di un testimone. In questo caso, il risarcimento con gli interessi ha raggiunto quasi i 500.000 euro, quando si credeva che non fosse possibile ottenere nulla.

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Per finire, un consiglio: nelle trattative con le assicurazioni occorre essere molto pazienti e non essere precipitosi. In questo caso, il conducente A e la sua famiglia, a causa dell’incertezza del risultato finale, erano già tentati di firmare un accordo quando l’offerta extragiudiziale arrivò a 30.000 euro. Bisogna lasciarsi consigliare sempre da un avvocato specializzato di fiducia che sappia valutare la situazione in base alla propria esperienza e decidere che cosa fare caso per caso.

Se ti sei visto implicato in un incidente stradale non lo dubitare, prima di fare niente, consulta con un legali esperti in incidenti stradale a Barcellona.

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